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Chi sono : Chi sono
"Essere significa essere nel mondo." – Martin Heidegger

Il mio orientamento è cognitivo-neuropsicologico, un approccio che integra la profondità della psicologia cognitiva con la comprensione neurobiologica dei processi mentali. Questo significa che nel mio lavoro non mi limito a osservare il comportamento o il sintomo in sé, ma cerco di comprenderne le radici, esplorando il modo in cui la persona costruisce il significato della propria esperienza, come percepisce sé stessa e il mondo, e come i processi cognitivi e affettivi si intrecciano nel dare forma alla sua identità.Attraverso questo approccio, ogni difficoltà psicologica viene letta come il risultato di una complessa interazione tra la storia personale, le esperienze vissute e il funzionamento del sistema nervoso. Non si tratta solo di "curare" un sintomo, ma di comprendere la sofferenza, restituendole senso e collocandola nella storia dell’individuo. In questa prospettiva, il paziente non è mai un insieme di disturbi o deficit, ma una persona con una storia unica e irripetibile, con il diritto di essere ascoltata senza pregiudizi e accompagnata nella costruzione di nuove possibilità di esistenza.Il mio lavoro si basa su un’ermeneutica della soggettività, ovvero sulla comprensione profonda della persona nella sua unicità, e su un’attenzione costante ai correlati neurobiologici del funzionamento mentale. Il dialogo terapeutico diventa uno spazio in cui emergono nuove narrazioni, in cui è possibile rielaborare il proprio vissuto e riscoprire nuove traiettorie di senso. L’obiettivo non è solo il benessere immediato, ma una trasformazione più profonda: aiutare la persona a riconoscersi, a ritrovare coerenza nella propria storia e a riscoprire il proprio spazio nel mondo.

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